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    Scuole Lazio, mancano banchi, test e personale: sempre più sindaci decidono di riaprire il 24

    Latina e Cisterna, Sermoneta, Colleferro, Anagni, Cassino, Monte San Biagio, Ardea, San Felice Circeo, Cantalupo, Minturno, Cittaducale. Sono alcuni dei Comuni del Lazio che hanno deciso di far slittare l’apertura delle scuole al 24 settembre dopo lo svolgimento del referendum. Una costellazione di primi cittadini, in costante aggiornamento, che dopo la riunione con l’Anci Lazio e la Regione ha scelto di non aprire il 14 settembre.

    Opzione opportuna anche per molti presidi delle scuole di Roma come i dirigenti scolastici del litorale che hanno deciso di mettere nero su bianco le loro perplessità sulla riapertura del 14.

    Il Comune di Ciampino ha avvisato i genitori che “per effettuare una riapertura degli istituti scolastici in totale sicurezza e in strutture opportunamente rinnovate, l’Amministrazione comunale ha deciso di posticipare al 23 settembre l’apertura degli istituti P. Sarro, King e V. Bachelet”.

    Altri sindaci si danno ancora tempo per risolvere i problemi. Quasi un ultimatum quello del comune di Frosinone che scrive: “Attenderemo, fino a giovedì l’eventuale fornitura dei banchi da parte delle autorità centrali, dopo di che disporremo, in caso contrario, il rinvio dell’apertura per evidenti motivi di tutela della salute e di carattere igienico-sanitario”.

    In forse anche Aprilia: “I dirigenti scolastici ci segnalano ancora alcune difficoltà, legate soprattutto alla carenza di personale docente e Ata, alla pulizia degli ambienti e alle operazioni di sanificazione. Stiamo valutando tutto attentamente proprio in queste ore, per capire se posticipare l’inizio dell’anno scolastico o meno”.

    Le criticità: banchi, test, spazi e personale

    Secondo quanto riferiscono le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil “a meno di una settimana dall’inizio delle lezioni, i banchi da consegnare sono circa 300mila, il che impedisce la definizione dei piani di sicurezza delle scuole”.

    Per i sindacati inoltre “non sono stati risolti i problemi di spazio di molte scuole: si stima che manchino ancora circa 1000 aule per ottemperare alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico in ordine alla distanza di un metro tra le ‘rime buccali’ degli studenti a cui si aggiungono i ritardi che caratterizzano i lavori di ampliamento degli ambienti”.

    Altro nodo importante sono gli esami sierologici per il personale scolastico. “Ritardano, mentre il personale che opera in appalto (mense, pulizie, supporto) è escluso da tale procedura e resta assolutamente aleatoria la condizione dei cosiddetti lavoratori fragili, in mancanza di un piano di supporto delle istituzioni scolastiche mediante la creazione di una task force sanitaria dedicata a questo compito, come avvenuto in altre regioni”.

    Infine il personale. “Non è stata completata l’assegnazione del personale alle istituzioni scolastiche per la farraginosità delle procedure del sistema informatico fortemente voluto dal ministero dell’istruzione. Errori e ritardi – sottolineano i sindacati – che determineranno il ricorso al lavoro precario nella misura di oltre 20mila unità”.

    Regione Lazio, indagine di sieroprevalenza nelle scuole: eseguiti 36.804 test

    Unità di Crisi della Regione Lazio informa che in merito all’indagine di sieroprevalenza nelle scuole “ad oggi sono stati eseguiti 36.804 test. I test sono così ripartiti: 14.636 nella città di Roma, 9.732 nella provincia di Roma, 2.368 nella provincia di Viterbo, 2.445 nella provincia di Latina, 1.727 nella provincia di Rieti e 5.896 nella provincia di Frosinone”.