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    Sanità Privata, sciopero lavoratori per rinnovo contratto: “Aris e Aiop non hanno più scuse”

    Contratto scaduto da 14 anni e ancora in attesa di rinnovo dopo 3 anni di trattative. Queste le motivazioni dello sciopero nazionale dei lavoratori della Sanità Privata proclamato da Cgil, Cisl e Uil che oggi a gran voce in tutta Italia chiedono il rinnovo.

    A Roma due i presidi: davanti alla Regione Lazio e alla sede regionale Aiop. Al grido “contratto subito” e “la salute non si rapina” i manifestanti protestano per la mancata sottoscrizione definitiva, da parte di Aris e Aiop, associazioni datoriali, della preintesa raggiunta il 10 giugno scorso sul rinnovo del contratto.

    Zingaretti: venga velocemente firmato l’accordo

    La Regione Lazio intanto proprio ieri ha deliberato lo stanziamento del 50% dei fondi per il rinnovo, la parte a carico del sistema pubblico, recependo quanto stabilito da Ministero e Conferenza Stato Regioni. “Nel Lazio stiamo parlando di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e a livello nazionale di centinaia di migliaia. Non è possibile avere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B soprattutto se si parla della cura e dei bisogni assistenziali delle persone. Auspico a questo punto che velocemente venga firmato l’accordo nazionale fermo da molti anni” dichiara il presidente, Nicola Zingaretti.

    Il flash mob della “Banda Bassotti”

    Al presidio di Roma, la Cisl Fp ha organizzato un flash mob travestiti da Banda Bassotti con sulle spalle i nomi delle due associazioni datoriali a cui chiedono di firmare il rinnovo del contratto. “La Regione Lazio stanzia il 50% dei fondi per il rinnovo. Aris e Aiop non hanno più scuse”.

    Un momento del flash mob (foto profilo Twitter Cisl Fp Lazio)

    Sindacati: per l’accreditamento Regione metta vincolo applicazione contratto aggiornato

    Un passo avanti quello della Regione che però per i sindacati non basta se gli imprenditori non firmano il contratto. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono infatti che “la Regione prosegua nell’impegno concreto di rivedere il sistema di accreditamento, mettendo come vincolo l’applicazione del Ccnl aggiornato e intervenendo nel sistema di regole e controlli”.

    “In ogni Regione, – spiegano i segretari generali Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – i servizi sanitari pubblici vengono erogati in parte direttamente dal pubblico, in parte (nel Lazio al 40%) da strutture private accreditate. Le cui proprietà, ricchissimi imprenditori e grandi gruppi industriali, operano in un regime di mercato ‘protetto’ e fanno profitti milionari con risorse pubbliche, non riconoscendo il più basilare e fondamentale diritto ai propri dipendenti: l’applicazione di un contratto siglato dai sindacati maggiormente rappresentativi e rinnovato nella parte salariale e nelle tutele rispetto a quanto definito 14 anni fa. La storia recente ormai è nota: 3 anni di trattative, una preintesa siglata a giugno da Aris e Aiop con Cgil Cisl e Uil, e il successivo rifiuto delle associazioni datoriali di non mettere la firma definitiva sul testo del contratto”.