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    Roma, sulla Metro A sette stazioni chiuse per lo sciopero trasporti: corse ridotte per Ostia e Centocelle

    Disagi per gli utenti della metro capitolina: sulla linea A oggi sono sette le stazioni chiuse per lo sciopero dei trasporti di 24 ore indetto dall’Usb Lavoro Privato. La seconda frazione dello sciopero che interessa anche Roma Tpl e Cotral, è iniziata alle 10 e terminerà alle 17.

    Al momento secondo quanto riporta Atac la Metro A è attiva ma sono chiuse le stazioni Baldo degli Ubaldi, Spagna, Barberini, Repubblica, Piazza Vittorio, Manzoni e Ponte Lungo.

    Regolari invece le metro B-C. Le ferrovie Roma-lido e Termini-Centocelle sono attive con riduzione di corse mentre la Roma-Viterbo è regolare ma non sono garantite corse bus integrative. Inoltre durante lo sciopero, nelle stazioni delle linee metroferroviarie che resteranno, aperte, potrebbe non essere disponibile il servizio di ascensori, montascale scale mobili, e delle biglietterie. Possibili disagi anche sui mezzi di superficie.

    Le motivazioni

    “Nel Trasporto Pubblico Locale nessuna iniziativa reale per il contenimento del contagio da Covid-19 è stata messa in campo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori e della collettività. Nemmeno dopo le misure governative di sostegno alle aziende esercenti Trasporto Pubblico Locale, alle quali sono stati erogati il 100% dei corrispettivi previsti per il servizio dell’anno in corso (art. 92 c. 4-bis DL Cura Italia) e 600 + 300 milioni di fondi per il risarcimento dei mancati introiti” spiega l’Usb.

    “Se la trionfale campagna pubblicitaria sulla riapertura delle scuole si scontra con l’impossibilità per tutti i lavoratori e gli studenti di trovare spazi adeguati e sani, con tutti gli insegnanti in servizio dal primo giorno, di svolgere lezioni vere, in presenza e senza rischi, allo stesso modo si è pasticciato con percentuali di riempimento dei mezzi, catenelle di distanziamento dal posto guida sparite un po’ dappertutto, finestrini inesistenti, aeratori inefficienti e non sanificati, scarsità di vetture. Ne risulta che i cittadini si muovono sui mezzi pubblici senza alcuna tutela, così come senza tutela sono gli operatori del settore”.